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Domenica 14 Dicembre: Corti eros d'autore e Cinema nuovi autori

Una scena del film "Pinuccio Lovero - Sogno di una morte di mezza estate" di Pippo Mezzapesa in programma alle ore 21.00


La Bottega del Cinema/Cineteca di Firenze è di nuovo presente alla “50 giorni” con un programma che propone una selezione di corti a tema erotico, firmati al maschile e al femminile, prevista il pomeriggio di domenica 14 dicembre.

Dalle 15.00 saranno proiettati una serie di corti, quasi tutti filtrati attraverso il genere commedia, che analizzano senza preconcetti i vari territori delle pulsioni erotiche.

Apre alle ore 15.00 “La cotta,” piccolo capolavoro di Ermanno Olmi, che racconta l'infatuazione di un adolescente innamorato e frustrato dagli eventi.

Alle 16.00 è la volta del tema del “travestitismo” con “Un amore difficile”, “cucito” dall'esperto Dino Risi sui grandi attori Giancarlo Giannini e Alberto Lionello. Nel film un giovane uomo del Sud Italia arriva al Nord per incontrare il fratello che però è diventato Gilda, un travestito di cui si innamora. Segue la ricerca della perfezione estetica nel film del maestro Erich Rohmer, che si focalizza nel particolare denso di eros de “La Cambrure”, ovvero l'inclinazione della schiena prima di arrivare al suo fondo. Il protagonista vedendo una piccola statua in marmo, si prodiga alla ricerca di chi sia stata la modella. La contemplazione della bellezza è affrontata dal nuovo autore Wong Kar-Wai che ne” La mano” racconta di un sarto affascinato da sempre dalle misure di una prostituta, sua cliente fedele. Indifferenza e impotenza sono le due parole chiave di “Aria da Armida di Lully,” del grande Jean-Luc Godard che porta in una palestra le omonime musiche del musicista fiorentino Giovan Battista Lulli. Mentre gli uomini supermuscolosi faticano agli attrezzi, le giovani addette gli tergono il sudore. Non considerate, cercano inutilmente di avere attenzioni mostrandosi nude.

Alle 17.00, per i corti eros firmati da donne c'è invece il conoscersi in chat line del corto “Let's Talk about sex (Parliamo di sesso)”, firmato dalla combattiva Lizzie Borden, che racconta di una telefonista di Los Angeles che decide di rendersi disponibile con un cliente.

Alle 17.30 completano il programma due filmati brevi della fiorentina Cinzia Th. Torrini, regista della prima serie della popolare fiction Elisa di Rivombrosa, con “Caramelle” e “Ti coprirei di baci,” interpretati due attrici poliedriche toscane: la viareggina Stefania Sandrelli e la fiorentina Elena Sofia Ricci.


14 dicembre, ore 21.00, Cinema Odeon

Associazione Anemic presenta: Cinema nuovi autori
br> La “50 giorni di cinema internazionale a Firenze” dedica uno sguardo ai nuovi autori italiani con l’associazione “Anemic”, che prosegue il suo percorso fra le “strane dinamiche” della distribuzione del mercato cinematografico di casa nostra. L’intento è quello di far emergere un cinema di qualità, penalizzato dal mercato, grazie anche alla presenza in sala dei rispettivi autori, testimoni diretti di questa disfunzione.

Il 14 dicembre, alle ore 21.00, in anteprima toscana, la proiezione di “Pinuccio Lovero - Sogno di una morte di mezza estate “(Italia, 2008, 62’) di Pippo Mezzapesa (presente in sala) presentato alla “Settimana della critica” del Festival di Venezia 2008.

La proiezione del film sarà preceduta da due cortometraggi dello stesso autore, “Zinanà” (It, 2004, 13') e “Come a Cassano” (It 2005, 14')

Sinossi del film “Pinuccio Lovero - Sogno di una morte di mezza estate”
E’ la storia di Pinuccio Lovero che sogna da sempre di fare il becchino. A quarant’anni finalmente è stato assunto a tempo determinato come custode del cimitero di Mariotto, frazione di Bitonto, profondo Sud bollente. Nel mezzo di un’estate torrida, aspetta il suo primo funerale. Perché, dal giorno del suo arrivo cinque mesi fa a Mariotto nessuno è ancora passato a miglior vita. Pinuccio smania, i paesani esultano. Ma, prima o poi, qualcuno morirà e Pinuccio fiducioso aspetta, fermo davanti al cancello del ‘suo’ cimitero. Il becchino precario Pinuccio Lovero e tutti coloro che partecipano quotidianamente alla sua vita, offrono l’occasione di un viaggio in una provincia meridionale, fotografata a un passo dalla sua inesorabile estinzione. Zona protetta ancora per poco, fatta di devozione, feste di paese, coralità, vicoli e dialetto. Pinuccio si rivela una guida ideale nel raccontare una vita, la sua, precaria in ogni senso, ma nel corso del racconto lo scopriamo anche, a poco a poco, come filosofo del quotidiano, capace di esporre tesi esilaranti, bizzarre e tuttavia condivisibili sul senso della morte, dell’amore e del lavoro. Il film è una produzione Vivo film/Makò Show&Tourism/Fanfara Film con il sostegno di Apulia Film Commission.






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